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  • Il TA (Training Autogeno) fu elaborato da Johannes Heinrich Schultz negli anni compresi tra il 1908 e il 1912, partendo dalle osservazioni e dagli studi di Oskar Vogt sull’ipnotismo, Schultz ottenne i primi risultati nel 1911.

    Come si può definire il TA?

    Il TA è una tecnica di rilassamento, un sistema di esercizi fisiologici e razionali messi a punto per provocare una deconnessione dell’organismo che permette di realizzare tutti gli stati propri dell’autosuggestione. Il TA è un auto-ipnosi provocata da modificazioni volontarie dello stato tonico, unitamente ad una concentrazione della coscienza e dell’immaginazione su determinate cenestesie scelte in modo accurato. Tale tecnica ha un punto di partenza centrale o mentale che determina un rilassamento muscolare e viscerale e quindi uno stato di rilassamento e distensione psichica. Si basa sull’osservazione secondo la quale le variazioni nella tonicità della muscolatura striata e liscia hanno una relazione piuttosto stretta con le funzioni psichiche e che tali manifestazioni periferiche e centrali del comportamento si influenzano vicendevolmente in larga misura.

    Trattandosi di un training lo si può definire come un allenamento i cui risultati si raggiungono grazie ad un’applicazione costante e sistematica. Il fatto che si parli di uno stato di rilassamento autogeno implica che sia autoprodotto, quindi generato dal soggetto stesso.

    Le caratteristiche del TA sono:

    Che rapporti ha il TA col cognitivismo e il comportamentismo?

    Il TA si integra con le terapie cognitivo-comportamentali per: Indicazioni preventive e terapeutiche del TA (cliniche e non cliniche). Applicazioni da solo o inserito in una psicoterapia. Bisogna spiegare al cliente in generale il metodo, in particolare spiegare che il TA aumenta la capacità di controllare le proprie emozioni. L’indicazione più appropriata per un corso di TA è l’uomo adulto, sano discretamente motivato.
    A questa tecnica, infatti, ricorrono non solo soggetti con problemi psicologici e psicopatologici ma anche molti soggetti sani. In particolare è utile: Il TA in terapia può essere applicato da solo o può essere inserito in una psicoterapia.
    È auspicabile l’applicazione della procedura autogena nella relazione terapeutica.
    Da solo, il TA viene utilizzato come tecnica di rilassamento generale e organospecifica, quando il soggetto ha bisogno di apprendere l’autocontrollo e di aumentare l’autoefficacia. Questo avviene quando il soggetto, mediante un processo autoindotto, diminuisce l’ansia e così facendo acquista fiducia in se stesso e nella propria capacità di autogestirsi. Inoltre, anche quando il TA è applicato da solo, alcuni disturbi correlati all’ansia traggono vantaggio dal trattamento, vedi i disturbi del sonno, il dolore, la tachicardia, il tabagismo, l’alcolismo, ecc...

    In combinazione con altre terapie, il TA viene usato sia come coadiuvante che come parte integrante di altri interventi. Nelle terapie cognitivo-comportamentali (con il quale ha maggiore affinità), il TA si integra:

    Qual è la metodologia delle sedute con il terapeuta e da solo?

    È necessario, preliminarmente, spiegare al cliente il metodo generale. Al soggetto dev’essere richiesto di immaginare le sensazioni di pesantezza e calore. Si può far provare al paziente la sensazione di pesantezza del braccio, facendogli fare il pugno e facendogli contrarre i muscoli, opponendo resistenza. Per l’esercizio del calore, può essere utile dire al paziente di immergersi in una vasca di acqua calda, tirando fuori e dentro le braccia o immaginando di essere sulla spiaggia.
    Successivamente il soggetto deve disporsi mentalmente in atteggiamento di calma pensando che i muscoli a breve si rilasseranno e sarà in una condizione di calma perfetta. Bisognerà, quindi, non fare alcuno sforzo affinché avvengano i fenomeni seguendo le istruzioni solo mentalmente. Si inizia, infine, l’esercizio.
    Gli esercizi di base sono dieci e si differenziano in relazione al tipo di esperienza e al distretto interessato: Tutti gli esercizi vanno insegnati uno alla volta e ogni volta che si apprende un esercizio nuovo si ripetono prima quelli già appresi.
    Le sedute sono settimanali e, tra una seduta e l’altra devono trascorrere dai 7 ai 14 giorni.
    La persona a casa deve ripetere gli esercizi da solo almeno 3 volte al giorno.
    L’abbigliamento dev’essere comodo, l’ambiente tranquillo.