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  • TIC è un movimento, o una vocalizzazione, improvviso, rapido, ricorrente, aritmico e stereotipato. Può quindi essere motorio, come arricciamenti del naso, e vocale, come grugnire o ripetere parte di parole.
    I TIC possono aggravarsi nei periodi di stress, sono spesso più frequenti quando una persona si rilassa in privato e diminuiscono quando il soggetto è impegnato in una attività diretta ed impegnativa.

    Trattamento dei TIC

    Il TIC si comporta come un'abitudine, è possibile quindi estinguere l’abitudine costruendo “un'abitudine negativa, incompatibile al TIC”.
    Ad esempio, la pratica massiva, consiste nella ripetizione del TIC nel modo più accurato possibile senza pausa durante il periodo stabilito. Il TIC, in questo modo, cesserà di essere rinforzato poiché essendo l’ansia del paziente intermittente, non sarà accompagnata da una risoluzione della pulsione e dagli altri effetti secondari.

    Altre tecniche impiegate nel trattamento sono:

    E la balbuzie?

    La Balbuzie è un’anomalia del normale fluire e della cadenza dell’eloquio, che non risulta adeguato all’età del soggetto. È caratterizzata da frequenti ripetizioni o prolungamenti di suoni o di sillabe.
    È dimostrato che lo stress o l’ansia aggravano la Balbuzie.
    Anche in questo caso, il trattamento cognitivo comportamentale si è dimostrato molto efficace.

    Le credenze più diffuse a riguardo alla balbuzie, sono: Nel caso di bambini o adolescenti, il ruolo del genitore è fondamentale. Il genitore è infatti un modello per il figlio, deve essere in grado di dimostrare che le emozioni esistono e possono essere manifestate. Devono essere in grado di riconoscere che il bambino è in difficoltà e affidarsi ad un aiuto concreto.
    Il trattamento si concentra su interventi rivolti all'ambito della comunicazione assertiva, tenendo conto che il bambino con balbuzie (ma anche l'adulto), è nella maggior parte dei casi lo stile “passivo”. S'insegnano anche abilità sociali, e si lavora sulla comunicazione emotiva.