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  • Diversi sono i fattori eziologici dei disturbi alimentari. Il modello multifattoriale prevede che questi fattori siano evidenziati da: fattori biologici, caratteristiche psicologiche, influenze ambientali, stressor cronici, eventi stressanti.
    Disturbi alimentariDisturbi alimentari La vulnerabilità psicologica porta ad insoddisfazione di sé, questo porta ad un debole concetto di sé che comporta un bisogno di tenere sotto controllo il proprio corpo.
    La spinta alla magrezza porta ad un alterato comportamento alimentare, con conseguenze fisiche e psicologiche. Connubio di bassa autostima e perfezionismo.

    A cosa serve il disturbo?

    Terapia

    La teoria analizza principalmente i “pensieri” (teoria cognitiva) e i “comportamenti” (teoria comportamentale) implicati nello sviluppo e nel mantenimento dei disturbi dell’alimentazione.
    Il meccanismo centrale di mantenimento dei disturbi dell’alimentazione, è uno schema di autovalutazione disfunzionale attraverso cui l’individuo attribuisce un’eccessiva importanza all’alimentazione, al peso, alle forme corporee e al loro controllo.
    Questo schema è il frutto di fattori di rischio (vulnerabilità psicologica, fattori biologici), ed è attivato da alcuni fattori precipitanti (es. eventi stressanti, dieta). Inoltre è mantenuto per gli effetti combinati di numerosi fattori di mantenimento. I fattori di mantenimento sono tutti quegli eventi che contribuiscono a rinforzare e perpetuare la condizione patologica. Sono da considerarsi fattori di mantenimento, tutti quei pensieri del tipo “devo essere magra”, che, spesso, sono pensieri rinforzati anche dall'esterno, ad esempio da genitori e amici che lodano la persona che il peso perduto.
    A questo punto, chi soffre di disturbi alimentari, mette in campo comportamenti di controllo che possono essere adottati, come ad esempio: il contare le calorie, il pesare il cibo molte volte, ridurre il cibo in piccoli pezzi e il mangiare molto lentamente, esercizio fisico eccessivo.
    L’abbuffata è un comportamento caratteristico, avviene quando la persona mangia in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore del solito fino ad avere la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio.

    La terapia per il DCA, quindi, consiste in: